Fausto Paravidino è il primo autore italiano a cui International Connections, il progetto del National Theatre di Londra che commissiona ad autori importanti nuove opere per circa 150 gruppi di nuovi interpreti non professionisti nella sola Gran Bretagna, richiede un testo teatrale. Ma questo aspetto internazionale non è l'unico punto che lega "Noccioline" a "Genova 01". Vi è una vicinanza di temi che fa si che "Noccioline" ("Nuts" nella versione inglese e "Peanuts" in quella tedesca, votata come migliore opera straniera della stagione 2002-2003 nella rivista "Theater Heute") possa essere visto come strettamente e naturalmente conseguenziale alla pièce dedicata ai fatti del G8. Inoltre, il debutto di "Noccioline" data del 18 marzo 2002, cioè il giorno successivo alla prima lettura scenica di "Genova 01" in Italia, e sempre al Teatro della Limonaia a Firenze come produzione di Laboratorio Nove.
La regia del primo allestimento era stata curata da Barbara Nativi, che ne presentava così la trama:
"...Noccioline inizia in un salotto molto Peanuts ma blindato come il G8, presentandoci Buddy, eterno Charlie Brown della situazione, alle prese con un gruppo di amici-poco-amici- e-molto-conoscenti che invadono la casa che ha in custodia consumando Puffi Coca Cola e TV e portando piano piano alla sua distruzione. Buddy, cane da guardia del lussuoso appartamento, fa invano appello al loro senso di responsabilità. Così quando il figlio dei padroni trova la casa sfasciata e gli chiede di buttare fuori tutti e Buddy lo fa, a noi spettatori questo rinnegare gli amici sembra un gesto obbligato. Ma il secondo atto si apre dieci anni dopo in una evidente Bolzaneto, e la parola responsabilità, che quasi ci era diventata cara, in bocca ai carnefici dà il La ai pestaggi, alle umiliazioni e alle botte. I ragazzini del salotto sono divisi, parte vittime, parte carnefici, adulti violenti, incapaci di ricordare. Tra di essi l'Uomo Qualunque, il Buddy-Charlie, che si ritrova costretto a puntare una pistola alla tempia di Minus, il suo più caro amico. Un pensiero a Carlo Giuliani e all'anarchico Pinelli (adombrati nelle figure dell'amico sotto tiro e della vittima del pestaggio) sospendono il gesto e scuotono la coscienza di Buddy che per un attimo torna indietro nel tempo e traccia - in sogno? nella vita vera? - un suo diverso comportamento nel passato come condizione indispensabile per immaginare un presente diverso."
La seconda produzione di BAM Teatro risale al 2007. Il regista, Valerio Binasco, sul programma di sala commentava così:
"Questo è un testo politico, scritto quasi di getto all'indomani dei fatti del G8 di Genova. Eppure non è un testo arrabbiato, o di denuncia. Ma è, pur nella sconfortante tesi che lo ispira (che un mondo diverso FORSE non è possibile), una commedia divertente. Ed è un testo che, pur essendo brechtiano, non chiede ai personaggi di fare proclami o agnizioni ideologiche. Chiede ai personaggi di essere dei semplici ragazzini, di portarsi dentro quel tanto che permetta loro di sentirsi innocenti sempre, anche mentre commettono soprusi. I piccoli soprusi che i ragazzi si fanno tra loro, come allenandosi a un domani spietato. I piccoli soprusi che, visti nella prospettiva della politica globalizzata, divengono delle divertenti metafore. Nella seconda parte il clima generale cambia. Non siamo più dentro a una metafora divertente, ispirata agli innocenti e involontariamente saggi bambini di Schultz, ma precipitiamo in una realtà possibile. In un mondo diverso finalmente. Sì. Peggiore. In un mondo appena un po' diverso da questo, ma nel quale la separazione tra Vincitori e Vinti si è fatta più netta. Essere vittime o carnefici pare diventato una specie di mestiere. Ci si assume il proprio destino, da una parte o dall'altra, con grande pazienza. Con professionale freddezza. L'effetto probabilmente è quello di una comica crudeltà."
Volendo attenerci linguaggio del fumetto, il testo si articola in 23 vignette. Nelle prime 11, i personaggi sono adolescenti e le vignette fotografano il loro crescere alle prese con situazioni quotidiane che prefigurano temi sociali, politici ed economici del nostro tempo, palesati dai titoli: Politiche del lavoro, Permesso di soggiorno, Schengen - libera circolazione di persone e merci, Globalizzazione e mondializzazione, Rispetto della proprietà, Plutocrazia, ecc. Nelle rimanenti vignette, invece, i titoli sono per lo più ironicamente indicativi di temi etici, morali e comportamentali: Scuse, Carinerie, De natura, Famiglia e responsabilità...L'ultima vignetta è significativamente senza titolo, come una porta temporale che -tornando indietro di 10 anni- apre uno spiraglio di possibilità per un esito diverso del dramma, o almeno per una riflessione.
Essendo uno spettacolo destinato ad essere rappresentato da attori giovanissimi, la stesura di dialoghi serrati, asciutti e ironici, con i toni che caratterizzano le strips di Schultz risulta particolarmente felice. Con lo stesso procedimento usato per raccontare le storie di Charlie Brown e compagni, e particolarmente ben delineato da Alessandro Baricco nell'introduzione allo "Zibaldino" di Guareschi, Paravidino ritaglia via dal mondo una fetta del possibile, e lo eleva a mondo indipendente e omnicomprensivo: una cornice all'interno della quale fa succedere tutto. "Detto così sembra facile. Ma non lo è. Bisogna allestire microcosmi assolutamente elementari eppure forti. Bisogna farli più semplici possibili (riassumibili in pochi tratti), ma abbastanza solidi da tollerare tutte le varianti possibili. Bisogna che siano normali, e che pure contengano alcuni elementi di assurdità completa. Un lavoro d'artigianato niente male." (Alessandro Baricco, Prefazione a "Lo Zibaldino" di Giovanni Guareschi, SuperBUR Narrativa, 2000)
In questa dimensione, anche l'universo assolutamente ordinario diventa speciale nel momento in cui un'inclinazione di fondo dei personaggi (l'aggressività, l'indifferenza, la sfortuna) viene sintetizzata in mosse che "mantengono le loro radici nel reale ma decollano a gran velocità verso l'orbita dell'assurdo", dove esplodono nell'irrimediabilità della tragedia con impressionante coincisione.
Il testo di "Noccioline" è compreso nella raccolta "Teatro", che raccoglie 6 dei testi di Paravidino ed è stata pubblicata nel 2002 da Ubulibri.