“Natura morta in un fosso” è un testo contemporaneo perchè l’ha scritto un giovane autore. E’ un testo su commissione, nel senso che io e Fausto (Russo Alesi) abbiamo chiesto a Paravidino se aveva voglia di scrivercelo e lui ha detto sì."
Così la regista Serena Sinigaglia racconta la nascita di quest'opera scritta da Paravidino per la compagnia teatrale Atir (Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca), fondata nel 1996 da un gruppo di diplomati alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, tra cui la stessa Sinigaglia e Fausto Russo Alesi.
Si tratta di un monologo che dà voce a 6 personaggi protagonisti di una vicenda di cronaca nera di provincia. Il titolo suona classico per un quadro, ma con la sua anomalia di luogo mette una triste cornice allusiva intorno a un cadavere: un giovane ubriaco uscito di strada con la macchina un sabato sera, trova una bella ragazza nuda e massacrata di botte in un fosso di campagna. Questa, l'immagine del luogo del delitto, rafforzata nella messa in scena originale da un preciso riferimento a un'opera di Bacon. Ma ben presto il quadro diventa un affresco che si allarga a ritrarre aspetti molto più complessi e altrettanto brutali della realtà spesso grottesca della provincia italiana: prostituzione, droga, perbenismo, volgarità, ricatti, disillusione. Attraverso la moltiplicazione serrata dei punti di vista, la tensione rimane alta per tutto lo svolgersi delle indagini e lo spettatore è parte attiva nella ricerca della soluzione finale.
La pièce è andata in scena per la prima volta il 2 ottobre 2001 al Teatro Verdi di Milano, prodotta dalla Atir e diretta ottimamente da Serena Sinigaglia. Durante tutta l'ora e mezza di spettacolo, Fausto Russo Alesi è solo sul palcoscenico e interpreta tutti i personaggi della storia senza interruzioni, in un cambio veloce e continuo di identità, vestiti, postura, voce, senza mai far rallentare il ritmo o risultare artificioso. La scenografia spoglia di Nicolas Bovey (sul palco: una sedia, un nastro, un telo e poco altro) gioca con la pittura (il quadro di Bacon), le luci, e la musica, particolarmente accattivante: "Voglio andare al mare" di Vasco Rossi a "Stan" di Eminem, dalle contaminazioni arabe a "Qualcosa di grande" dei Luna-Pop, fino al "Volo del calabrone" di Rimskij-Korsakov.
"Natura morta in un fosso" è stata poi riproposta in un allestimento del Teatro Stabile di Bolzano il 12 novembre 2003 a Bolzano, con Fausto a dirigere Maria Paiato, Franco Ravera, Fabrizio Coniglio, Davide Lorino, Carlo Orlando e Nana Torbica: una lettura polivocale del testo che sembra ricalcare la forma scelta per "Genova 01".
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